Ti amo,
Verona
Ti amo da quassù,
Verona sospesa
Tutto quello che sta dentro l'ansa dell'Adige si è staccato da terra: il centro storico galleggia a trecentosessanta metri con la sua metà di fiume, che cade dai bordi in cascata; i ponti restano a metà sul vuoto. Sotto, al suo posto, un lago con la forma della città.
Ti amo ancora,
Verona 2049
Ti amo lo stesso,
Verona dei due soli
La stessa pianta, misurata edificio per edificio, su un pianeta di sabbia: muri d'argilla a scarpa, cupole imbiancate al posto dei coppi, l'Adige in secca dentro la sua ansa — e due soli che tramontano uno dopo l'altro dietro le Torricelle.
La stessa pianta, misurata edificio per edificio, in un futuro che non è mai arrivato: torri a gradoni sopra i capannoni della ZAI, insegne al neon nella foschia, e il centro storico rimasto basso e ambrato dentro l'ansa dell'Adige.
Una lettera d'amore alla città dentro l'ansa dell'Adige, costruita edificio per edificio: tetti, mura, colline e quarantadue modi di dire «casa».