Verona romana è l'unico livello in cui misura e ipotesi convivono, e vanno distinte.
Il reticolo di cardini e decumani è misurato: prendendo le strade di oggi dentro l'ansa e pesandole
per lunghezza, l'orientamento dominante risulta 54° e 144° — ci si allineano 10.029 metri di vie — e il passo
che meglio le spiega è 83,5 m, cioè l'isolato che si legge ancora nella pianta del centro. Il foro sta
sull'isolato di Piazza delle Erbe, dove le fonti lo collocano. Le mura invece sono un'ipotesi
dichiarata: corrono lungo i due assi passando per le uniche due porte rimaste in piedi, Porta Borsari sul
decumano e Porta Leoni sul cardine, e si chiudono sull'ansa dell'Adige. Non sono un tracciato archeologico.
L'Arena resta fuori dal recinto, che è il punto: fu costruita oltre le mura.
Gli alberi sono 6.831 e stanno dove li mette OpenStreetMap: 1.514 mappati uno per uno, più 521 filari
lungo i quali ne è piantato uno ogni nove metri. La chioma è tonda, o conica dove il tag dichiara la foglia
ad ago — 320 casi. Altezza e inclinazione variano albero per albero da un numero ricavato dalle coordinate,
così un filare non sembra una fila di timbri. La specie non è dichiarata quasi mai: dove manca, l'albero è
una chioma generica e non una finta identificazione.
Il selciato viene dalla stessa fonte: 6.830 tratti di strade minori — comunali, residenziali, zone a
traffico limitato — su tutto il riquadro, 2.618 fra vicoli, portici e scalinate nel centro storico, e 48
piazze e aree pedonali prese come poligoni, fra cui Bra, Erbe e i Signori. Le vie del centro sono
semplificate a un metro e mezzo, quelle di periferia a quattro, e ogni strato sta a una quota leggermente
diversa sopra il terreno perché le strade grandi passino sopra quelle piccole senza compenetrarsi.
Il sole non è un effetto: è calcolato. Data e ora scelte con i cursori danno la posizione reale del sole
per Verona — 45,44° N, 10,995° E — con le formule astronomiche standard (anomalia media, equazione del centro,
declinazione, angolo orario) e il cambio fra ora solare e ora legale al posto giusto. Da lì vengono la direzione
e il colore della luce, la lunghezza delle ombre e la tinta del cielo. Una verifica che si può fare a mente:
a mezzogiorno del solstizio d'inverno il modello mette il sole a 21° sull'orizzonte, e la formula dice
90 − 45,44 − 23,44 = 21,1°.
Le Arche Scaligere sono il caso in cui il rilievo arriva più lontano e si ferma prima. OpenStreetMap
mappa la cancellata, la chiesa di Santa Maria Antica e ogni arca separatamente: posizione e pianta di
Cangrande, Mastino II, Cansignorio e dei sarcofagi minori sono quelle vere. Quello che il modello
non fa è la scultura. I tabernacoli gotici sono merletto di pietra intagliata e le statue equestri
sono opere d'arte: qui c'è solo l'architettura — basamento, arca, colonnine, baldacchino, cuspide — con le
altezze assegnate per tipo, e la figura a cavallo ridotta a una sagoma sommaria che dice «qui c'è una
statua» senza pretendere di riprodurla.
Ponte Pietra è dimensionato sull'area che OpenStreetMap gli assegna — 89,9 m di ponte per 4,2 m di
larghezza, struttura ad arco — e sulle cinque arcate note, distribuite su quella lunghezza: le singole
luci sono una ripartizione plausibile, non misure. Le due arcate chiare verso il colle stanno per quelle
romane superstiti, le altre per i rifacimenti in cotto; il ponte fu fatto saltare nell'aprile del 1945 e
ricomposto fra il 1957 e il 1959 con le pietre ripescate nell'Adige.
La Torre dei Lamberti è l'unico edificio che si può visitare da dentro: fusto, scala a chiocciola,
terrazza e cella campanaria sono costruiti sulla base rilevata di 12,0 × 11,9 m e sui due numeri noti
della torre, 84 metri e 368 gradini — da cui viene il passo della scala, 62 metri di salita diviso 368,
cioè 16,8 cm a gradino, diciotto gradini a giro. L'interno è una ricostruzione plausibile, non un rilievo:
quello che è fedele è la quota da cui si guarda, e quello che si vede da lassù è la città vera del modello.
La città in rilievo copre tutto il riquadro della mappa, 15 × 13,5 km, con 34.617 edifici su 64.683
mappati: sotto i 45 m² in centro, gli 85 nella prima periferia e i 140 in campagna le costruzioni vengono
lasciate fuori, perché sono tettoie e garage che a quella distanza non si vedono. Il dettaglio è a due
livelli — la pianta del centro storico è semplificata a un metro, quella della periferia a due e mezzo,
quella della campagna a quattro — per tenere la pagina leggera senza perdere il profilo della città.
Fonti e crediti. Sagome degli edifici, altezze, fiume, mura, strade, parchi e toponimi da
OpenStreetMap,
© i contributori di OpenStreetMap, licenza ODbL. Rilievo del terreno dal modello europeo EU-DEM
(Copernicus Land Monitoring Service), campionato ogni 200 metri. Proiezione, modello 3D, disegno e testi sono originali di questo progetto.
I modelli nelle schede sono ricostruzioni schematiche, non rilievi dell'edificio. L'Arena è costruita
dalle misure pubblicate dell'anfiteatro — ellisse esterna 152,43 × 123,23 m, platea 75,68 × 44,43 m,
44 gradinate, 72 arcate per ordine, l'Ala alta circa 31 m. Il Teatro Romano è dimensionato sull'area
archeologica mappata in OpenStreetMap, 106 × 133 m, e sul dislivello misurato lì sopra nel modello del
terreno: 17,3 m dal lato del fiume al fianco del colle, che è il motivo per cui la cavea sta dentro
la collina invece di reggersi da sola. Castelvecchio è costruito sul poligono rilevato del recinto —
179 × 106 m, 11.736 m², perimetro 501 m — e il Ponte Scaligero sui 123,7 m misurati fra il castello e
la riva, con le tre luci pubblicate di 48,7, 29,15 e 24,11 m, la maggiore dalla parte del castello.
Torre dei Lamberti, le due porte di Sanmicheli e le sei chiese partono tutte dalla pianta rilevata in
OpenStreetMap — dai 12,0 × 11,9 m del fusto della torre ai 94,6 × 51,6 m di Sant'Anastasia — mentre
altezze, coperture, absidi e campanili sono assegnati per tipo: la pianta è misurata, l'alzato è una
lettura, e il singolo dettaglio può sbagliare.
I tetti a falde seguono la forma dichiarata in OpenStreetMap dove c'è — 1.616 edifici, fra due falde,
padiglione, piano, piramidale e falda unica. Per gli altri 33.002 la forma è dedotta: piano per capannoni,
negozi e isolati oltre i 1.400 m², a due falde dove la pianta è allungata, a padiglione dove è compatta,
col colmo sull'asse lungo dell'edificio. Il profilo dei coppi è quindi una lettura plausibile, non un rilievo
tetto per tetto.
Dove OpenStreetMap non dichiara l'altezza, gli edifici sono stimati per tipo: il profilo della città è fedele, il singolo tetto può sbagliare di un piano. Le colline sono alzate di un quarto per farsi vedere.